Tra il mio vento interiore e gli elementi...tra sguardie rispecchiamenti...tra il tempo ed il mio...io...li dove i ritmi si incontrano,li dove la vita sbatte le sue ali...come un'onda che si scroscia sugli scogli..sopra è violenza,sotto sono bollicine silenziose.
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Tempo e spazio
comprimono la mia pelle,
è facile perdermi in tali infinità
sono costretta a fermarmi, a dettare il mio tempo, e a prendere il mio spazio
per insinuare nel percorso lento e uniforme, il mio suono, fatto di paura e di risa
di attese, del richiamo del mare...
che solletica con la sua schiuma i miei piedi
che sembra aspettarmi, spolverando con il suo vento, lo scoglio dal quale lo osserverò.
Il mio cuore è pieno
e devo gradualmento imparare cos'è la vastità per contenere
cadere nel respiro, seguirlo nei suoi corridoi bui,essere aria...
La voce antica del mare e della terra, risuona dentro ed il suo eco si dirama
nel mio corpo, teso, teso alla vita...
Dove sono stata per non vedere e sentire quanto c'era in me?Quanto è profondo il vuoto che l'assenza di attenzione ha scavato, nei detriti dei sentimenti puri lasciati marcire?
Perdo il tempo, ma non posso viverlo completamente
è necessario che io lo perda dietro di me affinchè possa riempire con i miei battiti i secondi che non possono cambiare,immutabili nel loro destino.
Sul mio cammino si trasformano in ricordi,in dimenticanze, in cicatrici sulla pelle.
e il tempo perso,diventa un tessuto di seta sbatacchiato dal vento
e Il tempo trovato è il mio insinuami nelle pieghe universali, per sentire come scorre, per sentirne l'assenza completamente assorta nei miei pensieri.
E' il mio presente che si dilata e riempie i mie occhi senza possibilità di bianco.
Sospesa dove il tic tac non si sente...o dove il secondo è vischioso da rallentare il suo scandensare, si aggrappa a ciò che ha vissuto, non vuole morire, non vuole battere e cadere e lasciar scorrere un tempo non suo.
E sento un vuoto da riempire, ma non so come, non trovo le energie, e il tempo è anche spazio.......
ampio,che sottolinea dove sono,la mia piccolezza, la mia solitudine.
Non posso che vedere la mia ombra in questa vastità,bianca , come se dovessi colorarla in qualche modo, come se mi suggerisse di guardare al mio interno perchè lì c'è il suo complemento.....
ma la mia ombra nera da riposo agli occhi...bianco e nero.....guardo entrambi....la mia fantasia viene stimolata,non posso vivere tra due estremi...
e inizio a creare, a trasformare questo spazio,a renderlo mio, conosciuto, vicino a me e per questo piccolo.
e la mia ombra si perde nelle sfumature appena create e mi chiedo quanto sia necessario il luogo bianco affinchè possa vederla....
Nel vuoto che trovo in me
da sola sul dirupo,
lascio cadere sassi
e ascolto echi di distanze, di dolore antico.
Mi lascio cadere....
mi perdo nella desolazione, nel buio sconosciuto di un sentimento che voglio evitare.
Così aggrappata al cielo degli altri
graffiante la terra dell'altro da cui prendo nutrimento
Ma l'aridità dentro me, la sete di una terra crepata attende che la bagni
il fiume che scorre, scorre tra rocce antiche e dure
laggiù c'è vita,
laggiù c'è un fiume nero che non ho mai visto e nel quale decido di cadere
Ho paura
paura di morire, l'acqua mi sovrasta, sento l'odore dell'umidità, ma dove sono?
Sono lontana da ogni voce che fino a poco prima mi riempiva tutta.
Sono vuota.
smarrita
ma i miei occhi cercano di capire
galleggio in questo fiume tumultuoso....
da sola inizio un viaggio.....il fiume ha una pendenza....chissà dove mi condurrà....
Non ho appigli,mi lascio scorrere, piegata...
L'acqua penetra il mio spirito, ne sono attraversata, domata, sottomessa
al fondo della vuotezza c'è il margine del contenitore
dentro così piena di paura, non posso andarmene più.
le mie mani non raccolgono nulla, aperte all'acqua che nel concavo del palmo si posa.
I miei occhi carichi di gocce sono costretti dal dolce peso al riposo
leggera,
vuota,
....solo così non affondo, questo è il mio fondo....
....soppravvivo...







Essere scoperta, e difendermi con le vecchie solite difese, come un esercito di soldati diventati anziani che arrancano sulla linea di confine e sparano come possono.Con sorpresa si sono accorti da tempo che non c'è nessuno dall'altra parte ma orizzonte e campi fertili.
Tuttavia sento alcune parole ancora come attacchi.Le zuppe liofilizzate dei miei soldati esistono ancora dentro di me per nutrirli.
Molti corrono e sparano ed io mi chiudo, questo è il risultato.Divento la bambina che abbassa lo sguardo, che sembra accennare a chiudersi come una chioccia.A volte arrabbiata, si morde il labbro o si tocca l e unghie e le mani, o il collo per sentirsi, per coccolarsi nella bufera.
Interessante constatare che gli attacchi li ho immaginati fuori il mio confine.
Immagino tutto, fantasie..........
Quell'immenso di me
fatto di sogno che si dirada, come nuvole, al mattino
del risveglio, di quella luce nei miei occhi che si dona, sempre uguale, al mondo.
i pensieri che nel silenzio cadono e vedo il mio sè che non ha bisogno di attenzione, ma di puro essere.
Respiro te
"Io sono te e sono l'aria che respiri"

La mia passione per i cavalli ritorna, inaspettata, irrefrenabile, selvaggia con quell'odore di stalla e di libertà, di vento e di erba.La bambina che è in me, punta i piedi, si rialza da terra dopo essere caduta e vuole rimontare di nuovo a cavallo, per non averne paura, per non perdere il coraggio.
Come si addice in questo momento della mia vita tale immagine...dove il cavallo sono le mie passioni.
Riprendere le redini, ma anche così, a pieno contatto afferrando la criniera, voglio farle riemergere, possederle, perdere la ragione e scandire il ritmo, insinuandomi veloce nell'aria.
E' proprio dalla caduta che riprendo tutto, sporcandomi della terra umida e di erba...Una caduta dove il tempo non ha importanza, la possibilità di risalire si è fatta attimo che mi è sempre stato vicino, è l'istante che mi ha seguito in tutti questi anni affinchè avessi sempre l' occasione di compiere l'unica azione vera che mai potessi fare per me.
, dal basso i o risento chi ero, grazie a mio padre che ha saputo con gentilezza donarmi il gioco, l'avventura, e la follia.
E chi ero è in questo momento, nascosto dentro me palpitava, viveva come fiato nell'aria fredda.
Ne sento il calore, la forza con la quale mi intima di tornare.E' una voce possente e vera, che si espande come miriadi di farfalle leggere e colorate.
Non sono parole che bloccano, ma vivono dell'aria per le quale riesco a pronunciarle e sentirle.
E gioisco e sorrido di quanta terra e vento e sensi estasiati vivono in me se solo mi permetto di ascoltarli.
Il mio sguardo diventa luminoso e mi innalzo su questo periodo di crisi, riesco a sognare, a pensare che la mia vita posso plasmarla per come sono e ciò che sono riesco a sentirlo nuovamente.
Torno alla me bambina, dove tutto ebbe inizio,e torno a quelli spazi illimitati non ancora ingabbiati dalla mia vita, a quel buio che si colorava delle mie immagini, a quel senso di connessione con un universo di cui non conoscevo nulla, ma che sentivo proprio perchè non conosciuto.
A quel cielo e a quegli odori che mi travolgevano e mi facevano dire che io fero felice.
Mi riempivano ed io ero talmente vuota!!!!
Sento che sono stata costretta a vestire a modo quella bambina sporca e dalla ginocchia sempre sbucciate, pettinarla, metterla davanti la televisione e con un libro a studiare.
10 anni senza mio padre hanno portato a questo,mio Dio che tristezza rendermene conto.Quanto sei importante papà!!!!
Sento che ha ubbidito quella bambina,ma in quel momento si è persa.
Con la testa china ha subito le scelte degli adulti.
Ha chiuso la valigetta dei suoi sogni con dentro giocattoli e sensazioni immense.
E' diventata triste, fragile,poi forte, estremamente forte ed orgogliosa che sa fare tutto da sè.
In quelle lacrime c'era ancora la speranza di farla sorridere.
10 anni con mia nonna, 10 anni con mia madre, 10 anni senza mio padre ma che c'è stato sempre.
Ora sto per compiere 31 anni.Credo che questo nuovo decennio sia l'inizio per ricominciare partendo da me.
Fermarmi,
ed oggi ci riesco ad intermitttenza
Come un ricordo improvviso,
un sussulto che viene dal profondo
che spezza la velocità di cui dissemino i frammenti
ascoltando il rumore del loro cadere a terra.
Trattengo il fiato
chiudo gli occhi come fosse la brezza del vento che confonde i colori
e sento quante parole a cui dare voce,
quanto turbinio d’emozioni che mi riesce difficile dipanare
come un gomitolo che risuona, sbattendo, sulle pareti di me stessa
Silenzio se mi fermo
sento tutte le mie grida slanciarsi insieme perché sono disposta ad ascoltarle
poi…..silenzio
i fili prima tanto robusti, cadono senza forza in onde di colore
posso toccarli, posso giocarci, con un dito sollevarli
Divampa una strana tristezza come se questo racchiudermi dentro desse spazio al fuori che si appresta alla mia pelle
Mi sento persa in questi attimi
Mi sento piccola intorno ad un infinito mondo mio di ricordi, di destino, di piante germogliate e semi ancora in una terra compatta
Mi sento divelta e dura allo stesso tempo
E il silenzio, è un rigagnolo d’acqua che si fa strada, morbido da lasciarsi assorbire, scoprendo che può nutrire.
E’ divento vuota….voci, sole, tintinii,clacson…bambini…mamme, un ubriaco barcollante, strada, passi
Attraverso…….
Come reggere tutto?
Il caos e il silenzio?Così presenti e uniti, necessari tra loro?
Potrei essere come l’infinito che accoglie la nascita o lo svanire di una stella
Come buio nel quale la luce può espandersi
che nasce a sorpresa non si sa dove,né quando
lasciarmi penetrare riscoprendo la mia natura
terra sulla quale cadono i semi o terra che gli accoglie nel suo grembo
madre dentro e madre fuori